Direttore, qual è il bilancio della sua prima stagione all’Athletic Club Palermo?
“La stagione è stata assolutamente positiva. L’obiettivo era consolidare una categoria mai affrontata prima da una società giovane, nata dall’entusiasmo del presidente Conte e che oggi conta undici soci. Il primo merito va proprio alla società: tutti hanno dato un contributo importante e hanno sostenuto con grande impegno questa categoria. Il gruppo squadra è stato straordinario, rivelando valori tecnici sorprendenti, ma soprattutto valori morali di antica tradizione ed entusiasmo collettivo che hanno potuto superare varie difficoltà. Una squadra guidata al meglio da mister Ferraro, scelto insieme al ds Clemente. È stata una scelta felice, supportata da uno staff coeso – con il preparatore atletico Nastasi, l’allenatore in seconda Marino, l’allenatore dei portieri Zangara, il match analyst Cerro e tutti i collaboratori – che ha lavorato bene, raggiungendo risultati impensabili alla vigilia in un girone con squadre di grandissimo livello come Savoia, Nissa, Reggina e molte altre. Noi abbiamo saputo ben figurare e il quarto posto rappresenta il suggello di una stagione esaltante. Un risultato ottenuto attraverso il gioco, non soltanto con le vittorie. Ci sono poi i 59 gol realizzati, un numero importante. Abbiamo valorizzato tanti giovani: l’obbligo era schierarne tre, ma spesso ne sono scesi in campo anche cinque o sei. Purtroppo, nella fase cruciale del campionato, abbiamo perso cinque under in una sola settimana a causa di infortuni e questo ci ha tolto diverse soluzioni. Nonostante ciò, bisogna essere soddisfatti perché, oltre ai risultati della prima squadra, sta crescendo anche un settore giovanile importante, con tantissimi iscritti, frutto del lavoro del socio Walter Bertucci, del direttore Vincenzo Casula e di tutto lo staff. L’Under 17 élite è approdata alle finali nazionali, la Juniores ha disputato un buon percorso e ha partecipato anche alla Viareggio Cup per stimolare e valorizzare i giovani palermitani. Vogliamo continuare a crescere: è davvero difficile trovare aspetti negativi in questa stagione”.
Qual è stato il momento più bello della stagione e in cosa deve crescere ancora l’Athletic Club Palermo?
“Il primo grande passo, grazie all’abnegazione del presidente Conte e dei soci, è stata la riapertura del Velodromo Paolo Borsellino al pubblico. Vedere la gradinata piena in occasione della partita con la Reggina è stata una vittoria per tutta la società. A questo si aggiunge la presenza quotidiana di tantissimi giovani che frequentano il Velodromo: sono immagini che rappresentano al meglio l’entusiasmo e la crescita del club. Tutto questo, però, deve avere continuità. La parola d’ordine dell’Athletic Club Palermo deve essere crescita. Bisogna migliorare sotto tanti aspetti e non fermarsi a contemplare ciò che è stato fatto. Serve lavorare con impegno per crescere in ogni settore. Ai più piccoli dico sempre che il gol più bello è il prossimo. Dobbiamo migliorare in tutti gli aspetti societari: quello che abbiamo costruito è importante, ma deve essere soltanto la prima pietra. Se manterremo questa mentalità, l’Athletic Club Palermo avrà un potenziale enorme”.
Che stagione sarà la prossima per l’Athletic Club Palermo?
“Sarà ancora un campionato difficile, con tante piazze importanti. Per noi sarà persino più complicato rispetto a quello appena concluso. Può sembrare un paradosso, ma è la realtà. Da una parte avremo maggiore esperienza grazie al percorso fatto quest’anno, dall’altra confermarsi è sempre più difficile. Il compito che ci aspetta sarà ancora più impegnativo”.
A livello personale, come ha vissuto questa annata che ha segnato il suo ritorno a Palermo?
“Palermo, per me, è la città del sentimento oltre che della professione. C’è un affetto che è sempre stato ricambiato e quest’anno lo è stato ancora di più, sinceramente non me l’aspettavo. Devo tanto ai palermitani. Spero che il Palermo possa completare il suo percorso verso il ritorno in Serie A e che l’Athletic Club Palermo continui a crescere”.